O Carlota

Questo canto, arrichito di contrattempi nei vari settori del coro, ci propone una semplice vicenda della protagonista, questa volta dal nome appunto Carlota, e di un giovane, che passeggiando sotto casa la invita a scendere da basso per andar a “restelar”, cosi dicono le parole della canzone.     Lei però è preoccupata, perchè teme di perdere i sui color.    Ma allora in che modo i colori della Carlota torneranno come prima.  Sì, le assicura il giovane, se la Carlotta mi vuol ben.

Di  Cecilia Vettorazzi

C’erano tre sorelle

Ogni Regione della nostra Italia possiede più o meno dei canti che si assomigliano per il tema, che raccontano la stessa storia.    La canzone di cui si parla ora proviene dal Lazio, e racconta del popolarissimo tema delle tre sorelle, tutte in cerca d’amore.   La più intraprendente questa volta si chiama Giulietta, la quale, messasi a navigare, un giorno perde l’anello, che le cade in mare, e guarda caso chiede aiuto proprio a un pescatore, affinchè gli ripeschi l’anello.   In cambio gli promette cento scudi e la borsetta ricamata.   Ma lui, capite le intenzioni della bella, si acconterebbe di un bacin d’amore, naturalmente se lei glielo vuol donare.

Armonizzata da Luigi Pigarelli

La ricetta dei canederli

Il Trentino è normalmente conosciuto per le sue località turistiche, sia invernali che estive,  ma nel caso di questa canzone si fa conoscere per un tradizionale piatto, fatto con i famosi canederli.   Il canto, oltre che suggerire la ricetta per preparare  questo gustoso piatto, ci propone altri suggerimenti per star bene, mescolati alle usanze della gente trentina, e riferito ai luoghi nei dintorni della città di Trento.

Armonizzata da Bruno Frisanco   –   Testo di Marcello Voltolini

Benia Calastoria

Il titolo forse strano di questo canto, scritto e armonizzato da Bepi de Marzi, è riferito a Beniamino dalla bella storia, così chiamato dai suoi compaesani, che gli prevedevano un grande avvenire.    Ragazzo del 99′, fu mandato invece ancora giovane in trincea,  poi emigrato a fare il minatore.  Passati gli anni, ritorna nella valle per sempre, ormai senza fiato, vecchio di malinconia, in una ricerca disperata dei ricordi cancellati, e nessuno lo riconosce.

Scritto  e armonizzato da  Bepi de Marzi

Campane di Montenevoso

Il maestro del coro Stella Alpina, Dario Sassudelli ha armonizzato per coro questa canzone molto nota in passato. “Campane di Montenevoso”  fu presentata anche al festival di Sanremo. E’ una canzone piena di vita, di gioia, di speranza. Cento giovani alpini partiti per il fronte sono salutati dal suono giocondo delle campane di quel piccolo bianco paesello. quel suono è l’augurio di pace e di un felice ritorno, dove ci sarà ad attenderli il grano al sole l’acqua viva delle fonti, e tra quelle mura lacere il calore di un cuore in attesa.

Armonizzazione  di Dario Sassudelli

Vecchio Scarpone

Questa canzone è ormai diventata l’inno degli amanti della montagna che la cantano in cori improvvisati nei rifugi dopo una camminata.  E’ infatti un canto vivace e trascinante, molto famoso, che ripercorre le avventure di un camminatore lungo il mare, sopra le dune o le cime innevate per cogliere le stelle alpine: ma parte del merito va al suo vecchio compagno di escursioni : lo scarpone militar, che ora è “in pensione” tra le cose dimenticate nel ripostiglio.

Armonizzazione di Dario Sassudelli

Verdi Campi Addio

Già il titolo di questa canzone ci fà comprendere il rimpianto che molte persone a malincuore hanno provato lasciando la propria terra,  il paese natale assieme a tanti ricordi di gioventù, per andare a vivere in città in cerca di lavoro e per una vita più confortevole.  Le parole della canzone sono tanto vicine alla realtà, che tante persone hanno provato, e lasciano in chi le ascolta un pò di nostalgia, al pensiero di coloro che in passato hanno vissuto queste vicende, ma non solo il passato ma anche al giorno d’oggi.

Armonizzazione  Camillo Moser

el Malgar ennamorà

Se tante sono le vicende che nella vita portano all’amore le persone, una di quete è capitata al malgaro, che oltre a curare il bestiame e il paiolo per fare il formaggio, trova il tempo per pensare anche alla Rosina la bella amata dallo sguardo fulminante. Naturalmente il pensiero della Rosina lo fa andare fuori strada.  Infatti il suo cuore batte come impazzito, gli manca il fiato, a parlare si intartaglia e via via così fino a giungere al singhiozzo.  Ma per farla breve alla fine di tutta questa storia, tutto torna normale perche la Rosina ha capito che dopo tutto gli conviene dire di sì.

Armonizzata da   Alessandro Mosna

El barcarol del Brenta

Spesso le canzoni del passato ricordano cose, fatti e avvenimenti del passato. Questo canto parla appunto del “barcarol” mestiere ormai andato in disuso da tempo ma che ai nostri giorni lo possiamo paragonare al moderno timoniere. La canzone ricorda con nostalgia i bei tempi nei quali la barca serviva al trasporto di cose e persone e qualche volta anche di rose,  fiori e suonatori accompagnati da un fiasco di buon vino.

Armonizzata da Silvio Deflorian